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5 settembre 2017

Sulle uova ”inquinate” da Fipronil

Nell'estate 2017 appena trascorso, molta stampa ha diffuso notizia sulle uova "inquinate" da un fitofarmaco, il Fipronil
Al solito, lungi dal voler sminuire il significato vero dell'accaduto, viene spontaneo chiedersi se l'informazione sia passata  al consumatore in maniera sufficientemente corretta e completa. Sembra di no. Verificare i risultati di analisi a raggio più largo di quanto fatto finora sarebbe cosa senz'altro opportuna.
L'allerta è partita da un Paese europeo: ma non si conosce la dinemica di quanto accaduto-
Il problema delle verifiche analitiche sugli alimenti di largo consuimo è sempre aperto. In pratica sarebbe bene esistesse un piano serrato e costante di controlli di stato su una serie random di alimenti primari, in tutti i Paesi CE. Ma sembra che si continui sempre di più a dara significato all'autocontrollo eseguito da laboratori analitici di servizio privato.
Non si nega che l'autocontrollo ormai eseguito esternamento alle aziende produttrici assolva ad un compito fordamentale ai fini della sicurezza, ma è evidente che vi sono episodi che sfuggono all'autocontrollo.
Un potenziamento delle strutture analitiche di controllo di stato ri sivela ancora essere non opportuno ma indispensabile.
 

Prof.Fernando Tateo
Ordinario di Scienze e Tecnologie Alimentari