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20 novembre 2016

Il diserbante ”glifosate” : ricerca dei residui nel miele e studio sull'influenza negativa del diserbo sull' infestazione da Xilella


Il  "GLIFOSATE" (glyphosate) è un erbicida (disseccante) non selettivo, caratterizzato da sigla Xi,N (pericoloso per l'ambiente), e con frasi di rischio R41 ed R51/53. Viene largamente usato dagli agricoltori da molti anni per evitare il lavoro di taglio delle erbe prima della semina, anche sotto la vite e gli olivi, o anche nei frutteti. Il suo uso è esteso anche al diserbo dei bordi autostradali, e a vari altri casi.
Brevettato come chelante nel 1964, poi come erbicida nel 1974 ed infine come antibiotico, il glifosate si dice sia capace di formare complessi chelati e di agire come immobilizzante di nutrienti minerali come Calcio, Ferro, Cobalto, Rame, Magnesio, Manganese, Nichel, Zinco:; i macro e microelementi chelati risulterebbero, secondo alcune fonti di informazione di cui occorrerebbe valutare la valenza scientifica, nutrizionalmente inutilizzabili da piante ed arbusti.

La sua formula chimica è la seguente:   HO-CO-CH2-NH-CH2-PO(OH)2  con formula grezza  C3H8NO5P

Dalla evidenza della formula di struttura, il glifosate risulta essere un analogo amonofosforico dell'aminoacido "glicina": noto è che agisca come inibitore dell'enzima 1-fosfoschikimato-1- carbossiviniltransferasi e fra i danni da esso provocati si annovera quello derivato della distruzione delle fioriture primaverili, con danni diretti per la vita delle api (anche questa affermazione è da valutare opportunamente) e come inquinante per miele e polline.

Attualmente, in ragione del consumo dell'erbicida in quantità stimata in ca 1500 tonn/anno,  si sta atttuando una campagna di verifica del danno sul miele, ed i laboratori analitici stanno conducendo esperienze atte alla determinazione quantitativa del diserbante, con tecniche spettroscopiche particolarmente curate, viste le difficoltà poste dalla piccola dimensione della molecola. I Laboratori Floramo Corp: (Giancarlo Quaglia), con i laboratori di Ricerche Analitiche e Tecnologiche sugli Alimenti e l'Ambiente dell'Università degli Studi di Milano (Monica Bononi e Fernando Tateo), stanno sperimentando tecniche altamente sensibili per la determinazione del glifosate nel miele sia nazionale che di importazione. La natura della matrice miele non semplifica la sperimentazione.

Ma risulta a questo punto altrettanto importante verificare se ed in quale misura il diserbo dei terreni sottostanti gli uliveti del Salento può aver causato o contribuito al migliore sviluppo della Xilella fastidiosa che ha invaso una parte cospicua delle piantagioni di olivo. Lo studio della diffusione di Xilella, come già puntualizzato in altra nota precedente, conduce a considerare l'importanza della linfa xilematica, apportatrice di sali minerali, nella vita dell'olivo. Noto che il diserbante in questione avrebbe, secondo alcuni, attività chelante dei sali ninerali, con conseguente inutilizzabilità fisiologica degli stessi, è lecito pensare ad una sperimentazione che possa correlare l'uso del diserbante alla infestazione e danno da Xilella. Lo studio è in corso per attività del Prof.Fernando Tateo, che sta verificando l'effetto immobilizzante del diserbante nei riguardi di una serie di macro e microelementi.
Piace allo scrivente far notare agli sperimentatori del settore che un'azione preventiva all'infestazione da Xilella è intanto da attuarsi proprio attraverso una possente concimazione multiminerale. La correlazione diretta fra disponibilità di sali minerali nel terreno e composizione della linfa xilematica dell'olivo è tutta da dimostrare: se l'effetto chelante del glifosate nei riguardi di sali minerali potrà essere dimostrata, sarà anche possibile correlare tale effetto ad una ridotta attività di difesa dell'olivo all'attacco da xilella.
Il problema si riconduce alla necessità di studio di carattere analitico in tema di: definizione di metodo capace di identificare in modo indiscutibile il glifosate con mezzi spettroscopici non proprio convenzionali e identificazione dei metaboliti del glifosate che possano indiscutibilmente essere ricercati come residui.  Tale progetto di ricerca è in corso da parte dei Laboratori di Ricerche Analitiche su Alimenti e Ambiente dell'Università degli Studi di Milano (Prof.F.Tateo e Prof.M.Bononi).

fernando.tateo@unimi.it