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13 dicembre 2015

Formaldeide: interventi di prevenzione nell'ambiente e nel food

 

La formaldeide è stata classificata nel Regolamento (UE) n. 605/2014 del 5 giugno 2014 come un cancerogeno di Categoria 1B/2 mentre dal Regolamento CE n.1272/2008 del 16 dicembre 2008 era stata inclusa come cancerogeno in Categoria 2/3

Risultando quindi in categoria 2 secondo la classificazione fornita dal Decreto Legislativo 3 febbraio 1997, n. 52 in quanto equivalente a composto di categoria 1B del Regolamento (CE) n. 1272/2008, la formaldeide ricade nel campo di applicazione dell’Art. 234, lettera a, comma 1 del D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81.

Ma la formaldeide risulta presente nell’Allegato II del Reg CE 1333/2008 sugli additivi per alimenti come “esametilentetrammina E 239” e cioè in forma di derivato azotato, classificato come prodotto ad azione conservativa. La DGA della formaldeide è riportata come dimensionata su 0,15 mg/Kg p.c.

 Oltre all’impiego in “non food” d’ogni genere quali adesivi, resine, carte, imballaggi, moquettes, truciolati, colle e mille altri derivati industriali, la formaldeide è possibile prodotto di cessione ad alimenti da materie plastiche per packaging secondo il Reg.EC 2002/72 e succ.agg.

La determinazione analitica delle formaldeide è quindi oggetto attuale di interesse sia per la prevenzione in esposizione sia per la prevenzione in alimentazione e packaging. Uno studio analitico applicato a problematiche attinenti alla più vasta serie di matrici, nel campo del food e del non food, è stato svolto dai Prof. Fernando Tateo e Monica Bononi del Di.S.A.A. – UniMi – Laboratori di Ricerche Analitiche e Tecnologiche sugli Alimenti e l’Ambiente. Nell’ambito della collaborazione scientifica in atto formalizzata con i Laboratori SAVI & SERVICE srl di Mantova, i Laboratori del Di.S.A,A. hanno in corso la validazione dei processi analitici più avanzati da adottare da parte di Savi Lab. per la prevenzione che la nuova posizione di classificazione della formaldeide impone nel mondo della produzione industriale.

 Negli anni trascorsi F.Tateo e M.Bononi hanno raccolto dati utili alla valutazione del rischio d’impiego della formaldeide quale additivo impiegato in alcune tipologie di formaggi, in conserve di pesce ed altri alimenti oltre che nel settore delle cessioni da packaging. Da fonti web paraltro si deduce che la formaldeide è stata utilizzata in campo farmaceutico nella preparazione di vaccini, mentre è conoscenza comune quella della esametilentatrammina impiegata con la denominazione di urotropina per il trattamento antimicrobico delle vie urinarie. Altro impiego comune è stato quello destinato all’uso in pasticche per il trattamento come antisettico del cavo orale.

 
fernando.tateo@unimi.it