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20 giugno 2014

Le ciliege ”Ferrovia” e l'indifferenza delle Istituzioni nella protezione del mercato

Ciliege ”Ferrovia”in agro di Conversano (foto di Andrea Vitto)

La notizia ha raggiunto anche l'aula del Senato: per inattuazione di opportuni provvedimenti protezionistici e per disattenzione delle associazioni di categoria, nella zona di produzione delle ciliege "Ferrovia" (Turi, Sammichele, Putignano, Conversano, Rutigliano, Adelfia) il mercato delle ciliege è depresso a tal punto da convincere i produttori a rimostranze estreme, come quella di scaricare nelle piazze il contenuto di "camions" di ciliege, per le quali si attua ormai un prezzo di vendita di 0,8 Euro/kg.

Ho ascoltato attraverso Radio Radicale una "diretta" dal Senato in cui il Sen. Liuzzi parlava dell'argomento. Il mancato freno alla concorrenza di Grecia, Turchia ed altri del Mediterraneo costringe i produttori di Puglia a svendere le ciliege della pregiatissima varietà "Ferrovia" a prezzo che non ripaga delle spese di coltivazione e raccolto. Solo un prezzo di vendita di 2,8 Euro/kg compenserebbe le spese che si sostengono per la produzione.

Può suscitare interesse la denominazione "ferrovia" per una varietà di ciliege. Non posso ritenere si abbiano di ciò spiegazioni certe ma secondo alcuni una denominazione più corretta dovrebbe essere "ciliegia ferrovia di Turi" in quanto sarebbe varietà comparsa a Turi nel secolo scorso: in considerazione del fatto che fosse particolarmente resistente per la sua struttura, sarebbe stata la varietà più agevolmente trasportata per mezzo del treno (la denominazione locale più comune della strada ferrata è quella di "ferrovia"). Secondo altri, tale varietà sarebbe comparsa a fianco della "strada ferrata" Bari-Locorotondo che negli anni 30-40'  iniziò a collegare quei paesi del Sud.