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2 dicembre 2014

”Xilella fastidiosa” e olivi del Salento

si bruciano in campo i rami secchi colpiti da Xilella

"Xilella fastidiosa" è la denominazione di un batterio differenziato in quattro varianti genetiche fino ad oggi conosciute, che attaccano specifici ospiti del mondo vegetale. Gli effetti tipici prodotti sugli olivi sono quelli del disseccamento fogliare (parti apicali e marginali della lamina), della chioma (rami isolati o intere branche), e anche dell'intera pianta. Da piante diverse dall'olivo, che possono anche non presentare sintomi di deperimento, gli insetti  possono nutrirsi veicolando il batterio a piante di olivo nel corso del loro vagare nei campi. L'infezione viene trasmessa allo xilema, sistema che svolge attività di trasporto della "linfa xilematica" (soluzione di sali minerali) dalle radici verso la parte alta della pianta.
Nell'autunno 2013 si dice sia comparsa la "peste" dell'olivo, causata appunto da infestazione da Xilella, sugli olivi del Salento. Ma  da frequentatore della zona, chi scrive ricorda di aver assistito alla comparsa di ingiustificato (!) essiccamento fogliare già prima del 2013.
Questa "moria" dell'olivo rischia di compromettere il patrimonio più tradizionale della zona, ricca di alberi secolari che non trovano simili in altre regioni d'Italia, ma non sembra che questo interessi molto a tanti "sperimentatori" del settore: ciò visto che si sente parlare piuttosto di interventi economici che sarebbero stati richiesti alla UE per i danni indiscutibilmente grandi che stanno derivando al territorio.
Sarebbe il caso di evitare di elemosinare interventi economici per i "danneggiati" e piuttosto  incentivare la ricerca, magari coordinandola in modo che tutti gli interessati al problema impediscano un "flop" scientifico.
In una zona eletta come sperimentale dallo scrivente si stanno svolgendo sperimentazioni su campo dirette a limitare il danno ed impedire il diffondersi della Xilella. Ciò non solo eliminando le parti secche che devono essere "bruciate" solo sul campo, evitandone il trasporto in altre zone ed evitandone l'utilizzo come fonte di energia. L'impiego di appropriati estratti di natura vegetale (estrattti da spezie) , supportati su rame solfato, sembra possa interferire con la moltiplicazione della Xilella: prime valutazioni lascerebbero pensare alla possibilità di arrestare una diffusione massiccia del male, ma occorre attendere per dedurre vere e proprie conclusioni. Sembra intanto che una massiccia integrazione minerale su terreno contribuisca a limitare sensibilmente il diffondersi della Xilella. Tale sperimentazione volontaria attuata dallo scrivente proseguirà ancora, con rilievi puntuali utili alla comparazione nel tempo dello stato di una serie di piante di dimensione ed età differenziata. Qualcosa di utile........piuttosto che piangere ed accattonare su un mercato che dicesi comune ma a cui l'olio di oliva non ha mai prodotto vero interesse.