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24 aprile 2018

...che si faccia o meno.....fa lo stesso


Che si realizzino accordi o meno per la creazione di un nuovo assetto governativo sembra sia cosa che non ci riguardi. Ciò non nel senso che l'uomo di strada non sia almeno incuriosito da ciò che accade dopo un voto, ma perchè una volta che s'è votato, l'uomo di strada non conta più nulla, assiste al teatrino e basta.
La comunicazione è sempre ridondante da parte dei media su "quello ha detto che....", "quell'altro ha detto che.....", ma si prende coscienza ogni giorno di più della nostra estraneità a quello che fanno coloro che noi riteniamo di eleggere come nostri gestori di "res publica". Risulta pubblico soltanto un gioco delle parti a cui assistiamo per quello che attiene all'esteriorità del gioco stesso, non vi partecipiamo più, siamo ormai stati utilizzati. I media ci distraggono per ore raccontandoci di uno schiaffo dato da un ex parlamentare ad un giornalista: ma cosa si vuol concludere con ciò? Del ceffone da me ricevuto a suo tempo, e comminatomi per giusta causa da mio padre il giorno dopo lo sciopero degli studenti del Liceo Q.Orazio Flacco di Bari, di cui mi onoro aver fatto parte, nessuno ha mai parlato. E lo sciopero era stato "organizzato" da facinorosi che facevano finta di provare risentimento per l'ingresso di carri armati in Ungheria e trasmettevano al gregge degli altri studenti il principio del risentimento per l'invasione di un Paese che non faceva allora neanche parte di un assetto che ci riguardasse poi tanto. Il ceffone fu motivato da mio padre, con una predica che durò mezza giornata: mi si spiegò che giusto sarebbe stato bigiare le lezioni per andare con la fidanzata a spasso, ma non farmi trascinare da un manipolo di facinorosi che "facevano finta" di provare risentimeno per fatti altrui.


Quello che a quel tempo mi si spiegò fosse stata ragione di punizione fu l'ingenuità di aver creduto a coloro che facevano finta di partecipare ad una "causa giusta".

Vorrei personalmente che risorgessero padri simili, proprio i padri di tutti i votanti, che ci dessero lezione una buona volta sulla inutilità di credere alle manfrine raccontate in mome del popolo italiano da pochi personaggi capaci di polarizzare l'attenzione su se stessi senza averne alcun merito se non quello d'aver ricevuto un voto.

Mi è stato anche insegnato che la cravatta e la giacca si indossa quando queste due cose si sanno portare con disinvoltura: ma non si rende conto il popolo italiano che si è votata anche gente che indossa la giacca in modo peggiore di quanto sappia fare un attaccapanni? Non parliamo della cravatta: il portarla sembra essere motivato dal fatto di dover sostituire il collare prescruitto dall'ortopedico dopo un colpo di frusta.

Ma il bello di tutto sta nei contenuti: si spiffera ogni motivazione di "cambio", cambiare la Costituzione, cambiare le ragioni che motivano uno stipendio, abolire i pensionati perchè non servono più, e così via....Ma che ci fosse qualcuno dei votati a parlare del degrado della scuola, della cultura e della necessità di intervenire su questa proprio per un mondo meno ricco ma migliore, DA RICOSTRUIRE....macchè!!!!!
Redditi di cittadinanza e prebende in busta paga si ritengono più funzionali.....