-

15 aprile 2018

Un convegno di grande valenza culturale al Museo Lombardo di Storia dell'Agricoltura

Il 14 aprile u.s. presso il Museo Lombardo di Storia dell’Agricoltura che ha sede nel Castello Bolognini di Sant’Angelo Lodigiano si è tenuto un convegno su “Agrimensura e disegno tecnico nella genesi del paesaggio padano”- Sotto il patrocinio della Fondazione Morando Bolognini, della Società Agraria di Lombardia, dellì’Accademia dei Georgofili, e con il contributo della Regione Lombardia, l’incontro è stato organizzato e coordinato da un gruppo di studiosi di storia dell’agricoltura e docenti dell’Università degli Studi di Milano quali Osvaldo Failla, Tommaso Maggiore, Luigi Mariani e loro collaboratori, ai quali si porge il più sentito ringraziamento per aver fatto rivivere a tutti i partecipanti uno de quelle giornate che lasciano non soltanto il segno del ricordo ma il rimpianto per una non più comune frequenza di avvenimenti a sfondo puramente culturale e ricchi di socialità oggi veramente divenuti rari.

Hanno tenuto dotta conferenza nella prima parte dell’incontro: Gianluca Mete del Museo Laus Pompeia, Paolo Tedeschi dell’Università degli Studi di Milano Bicocca, Tommaso Maggiore dell’Università degli Studi di Milano e Luigi Degano per la Fondazione Giangiacomo Morando Bolognini. Nella seconda parte del convegno hanno presentato relazioni Anna Rizzi con Osvaldo Failla e Luigi Mariani, Rita Brunetti con Edoardo Rovida e Lucia Corti con Franco Roma.

Il primo dei temi affrontati è stato quello della geomorfologia e popolamento del territorio rurale in età antica (Gianluca Mete): le logiche adottate dalle popolazioni in età romana e successive nella costruzione di centri urbani oggi divenuti popolose città moderne, sono state descritte con riferimenti attenti alla morfologia dei territori e delle risorse idriche. La disquisizione altamente tecnica sul tema ha generato nell’uditorio un’attenzione particolare per la “non casualità” di localizzazione dei centri urbani già in età remota.

Informazione puntuale sulla costruzione e aggiornamento dei catasti è stato il tema svolto da Paolo Tedescxhi, con riferimento puntuale al periodo teresiano ed ai successivi : il riferimento competente alle riforme fiscali ha lasciato ben intendere quale sia stata l’attenzione nei tempi trascorsi ed ormai lontani per una definizione razionalmente e socialmente attenta e differenziata della rendita padronale. Ricco di interesse è stata la puntuale descrizione che in epoche trascorse consentiva di distinguere fra aratorio, aratorio adacquatorio, aratorio vitato, ronco (frutteto), prato, prato vitato, ecc. Il tutto con chiaro riferimento all’attenzione posta per una giusta attribuzione di imposta.

Tommaso Maggiore ha descritto invece le attente modalità alle quali soggiacevano nel passato le operazioni di inventario delle proprietà rurali e dei fondi rustici ai fini di acquisto, affitto e riconsegna.  Si è potuto recepire quanta attenzione fosse posta in dettagli descrittivi utili ad evitare contenziosi in fase di riconsegna, pur in assenza della strumentazione moderna e degli strumenti di grafica descrittiva d’oggi.

I temi dell’agrimensura e del disegno tecnico sono stati infine svolti nelle relazioni della seconda parte della giornata, mentre da Luigi Degano, presidente della Fondazione Morando Bolognini è stata fatta una descrizione del patrimonio archivistico del Castello.

La visita di gran parte del Museo, in occasione della quale il Tommaso Maggiore ha svolto il compito volontario di “presentatore” competente di vari comparti, ha chiuso la giornata di studio:mirabile è stata, in particolare, la presentazione del ricco “Museo del Pane”.

La presente nota si spera possa dare un contributo alla conoscenza di una realtà artistica che sicuramente meriterebbe più attenta attenzione anche in termini di presa coscienza del ricco patrimonio del territorio. La visita del Castello Bolognini e del Museo, corredata dalla presa d’atto d’esistenza una Fondazione ricca di beni non solo artistici viene posta all’attenzione di quanti amano il bello e la cultura.