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17 Gennaio 2018

Elezioni? Non è una campagna elettorale, è una vergogna!


A pochi giorni da un voto, siamo sommersi da bombardamenti mediatici che fanno soltanto vergogna: non c'è ombra di un ideale perseguito, c'è soltanto un insieme di promesse presentate come premio di un voto, come premio da concretizzare il giorno dopo quello delle voto.
Personalismo e pressappochismo anche sui bilanci, sputati per aria con cifre incontrollabili da noi poveri ascoltatori; sembra di giocare a poker con un mazzo di carte che ha 20 assi, ognuno presenta un poker con quattro assi di cuori!
Ma tornando la sera a casa, tutti questi promotori del bene d'Italia, nessuno escluso, pensano al dopo?
Ne abbiamo visti tanti, il giorno dopo, a vantare vittoria, e poi?
Viaggiavo ieri nelle campagne del mantovano: peccato che tutti i promotori del bene d'Italia fossero a Roma o a Milano o in luoghi simili. Ma lo sanno cosa è l'Italia? L'italia è un insieme di povera gente illusa dipoter partecipare ad un banchetto, domani, in cui ci sia almeno il pane.
Viaggiavo ancor prima nelle campagne del leccese: terre abbandonate, contadini inesistenti e tanta povera gente, senza speranza.
Passeggiavo stasera in via della Spiga, in via del Gesù, in Montenapoleone, e cercavo la soluzione: ma la soluzione non è in quelle strade, chi le vive è molto lontano da Mantova o da Lecce, vive in Maserati. Un poveraccio che conosco invece, a sera, si rinchiude in un'auto vecchia con il suo cane, e trascorre la notte lì, in via Giuseppe Colombo......
Mi si chiederà se ho tanto tempo da dedicare al passeggio: non ne ho, me lo sono ritagliato perchè illuso di aver diritto anch'io a qualche giorno in occasione del Carnevale Ambrosiano. Ma Ambrosiano o meno, il Carnevale lo festeggiano solo alcuni o lo possono festeggiare solo alcuni. Io preferisco tornare a lavorare e a spegnere la televisione una volta giunto a casa, per paura di imbattermi in veggenti che non hanno neanche la palla per prevedere il futuro. E ho anche paura di votare, quando sarà...., non vorrei esser vittima anch'io delle promesse infinite, non voglio rischiare di crederci: i miei maestri mi insegnavano che la vita di un chimico è quella della ricerca continua dell'intimo della materia, e quella di un chimico analitico dicevano fosse tutta incentrata sul dubbio perenne da porre sulla significatività di un dato ottenuto da un'analisi.
Figuriamoci che fiducia possa io riporre in numeri lanciati per aria senza senso alcuno, o discussi in termini di differenza fra 1,0 e 1,5. Ma tanta gente che ci imbonisce, ha mai studiato cosa significa "gestione del dato analitico"?

fernando.tateo@unimi.it