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30 maggio 2017

Non credo si possa parlare di ”voto”: soli cantano e soli suonano.


Non sono del parere che 2 milioni di "dichiarazioni di preferenza" prodotte in manifestazioni interne ad un partito politico significhino qualcosa per un Paese, quale che sia il partito che organizzi una manifestazione che non ha secondo me diritto di denominarsi "votazione".
Non mi sembra neanche logico montare gazebi per strada, se questi sono destinati a far "esprimere una preferenza" da parte di un gruppo definito connotato politicamente.

Se un gruppo connotato politiamente vuole fare esprimere un parere di preferenza in merito ad una una terna di individui appartenenti allo stesso gruppo, l'operazione è certamemnte lecita, ma non riguardando la totalità dei cittadini, non è logico neanche adottare il termine "votazione" per l'operazione in questione . Intanto il montaggio di gazebi simula l'imbandimento di una "kermess" che interessa potenzialmente tutti, e se questo non è, l'operazione assume il carattere di ostentazione pubblicitaria di qualcosa di poco chiaro. Cosa c'entri poi la "democrazia" in questa operazione, sarà necessario spiegarmelo.

Che poi la televisione permetta che si facciano tante ostentazioni di "vittoria" a seguito di "espressioni di preferenza" per chi si vuole guidi un definito "partito politico" mi pare molto strano: non mi disturba certamente, ma la cosa non ha alcun significato di ordine sociale.

Votazione significa qualcosa di diverso, secondo me: è l'esprimere un parere convinto da parte di una popolazione di variegato colore politico, con la conseguenza di dover accettare, da parte di tutti,  che "chi vince", in rispetto di un principio che si chiama "principio della maggioranza", assuma la guida della cosa pubblica. Quando non è in ballo un interesse generale, e quando si esprimono preferenze nell'ambito di una cerchia limitata di persone appartrenenti tutte ad uno stesso colore politico, la manifestazione assume il carattere più o meno simile a quella di una convocazione di condominio. Ai gazebo, se si istituissero manifestazioni di tipo condominiale in pubblico, potrebbero logicamente accedere solo i condomini. E gli altri? No di certo. Di conseguenza le riunioni di condominio si tengono nelle sale parrocchiali rionali, o nel ridosso dell'abitazione comune, non cerrto sulle piazze.

Ma in Italia cosa sono 2 milioni di abitanti? Anche dal punto vista puramente numerico rappresentano molto poco. Lo scrivente non invidia certo chi dice di aver "vinto", che in genere scorina frasi insulse di vanto per il proprio saper fare.
Si parla di "voto", a livello di cosa comune,  quando una comunità allargata esprime preferenze nell'ambito di temi opposti che interessano una "vera" comunità, non quando i contendenti appartengono ad uno stesso colore politico e chiedono che si esprima preferenza per uno fra più fittizi contendenti dello stesso colore politico.

Ma forse lo scrivere per commentare le farse non è operazione utile ad alcuno: in teatro basta ridere durante una rappresentazione, non ha alcuna logica farne commento dopo. In tal senso chi ha commentato la farsa odierna, come chi scrive, ha proprio perso tempo.

Frattanto, Milano è ancora piena di gente che dorme per strada, ed invece di montare gazebi per fittizie votazioni, basterebbe montare tende per coloro che si chiamano barboni solo perchè posseggono una barba e non posseggono una casa. Ed invece di star li piazzati per una ripresa televisiva, i "vincitori" farebbero bene a fare una culturale passeggiata nei pressi della Stazione Centrale, alla stessa ora in cui posano compiaciuti davanti alla macchina da ripresa televisiva.

Per rispetto al benevolo lettore che può non aver inteso il significato di "soli si cantano e soli si suonano", aggiungo che nel gergo pugliese tale frase si usa per commentare l'azione di chi opera con disinteresse di quanti potrebbero esprimere parere non conforme, diciamo così!