-

2 ottobre 2014

A Zagrebelsky: un grazie per averci ricordato almeno cosa è l'educazione.

uno olivo sdoppiatosi in crescita (in terra di Puglia)


Si può argomentare in tanti modi sull'incontro televisivo di LA7: lo si può fare in chiave eminentemente politica, ma non è questo il luogo in cui inneggiare ad una vittoria scontata della cultura giuridica contro l'accanimento istituzionale in favore di un "mutamento a tutti i costi" di cui sembra alcuni vogliano fare il vessillo dietro il quale si debbano celare i veri problemi.
Per dire la verità, non mi sono divertito ad assistere ad un incontro in cui ho visto invertirsi i ruoli: mi sarei aspettato che chi vuol mutare avesse dovuto introdurre ragioni concrete che fossero utili a spiegare agli italiani quale possa essere la conseguenza di un mutamento di poteri parlamentari e senatoriali sull'economia nazionale in dissesto. Ho visto solo nelle riunioni condominiali porre all'ordine del giorno l'oggetto vero del contendere all'ultimo posto dell'ordine del giorno. Ma in tali riunioni da condominio ciò si fa sperando che la maggior parte dei condomini stanchi di lavoro si allontanino a metà seduta lasciando il posto ai facinorosi che hanno già in precedenza costituito un gruppo e che voteranno senza scontri la novità del giorno.
Francamente non credo d'aver capito come una riforma su cameralismo o bicameralismo possa influire in concreto sul PIL o sulle tasse o sull'immigrazione: forse il cameratismo avrebbe potuto far qualcosa, e se a ciò si vuole affidare la risoluzione di una situazione di miseria dovremo aspettare che il bicameralismo diventi monocameralismo per poi sfociare in cameratismo di nuova maniera.

Per principio,  penso che riuscire a dividere gli italiani su un si o un no sia l'operazione più riuscita da parte da chi non vuol parlare di cose serie. Se vittoria può essere considerata quella di riuscire a distogliere l'attenzione da problemi più seri, tanto di cappello a chi è riuscito a dividere ancora una volta gli italiani più di quanto già lo siano per altre ragoni. Ma non credo che ci si possa tener calmi con una una vittoria di questo genere, che vittoria non è. Eravamo intanto riusciti a essere tutti d'accordo sul fatto che non si dovesse sputare per terra, e invece la TV non fa altro che mostrarci energumeni del pallone che fanno tal gesto sotto l'occhio attento della telecamera, che finisce per santificare milionarii maleducati invece che impiegare lo stesso tempo per andare in giro a registrare la vita dei poveracci che non siamo stati capaci di convincere sull'opportunità di valorizzare la propria terra, restando dove si è nati e ricevendo aiuto culturale che l'italiano ha sempre saputo offrire, con il lavoro delle mani e del cervello. 

Non mi meraviglia intanto che si voglia dividere gli italiani almeno in due parti: le elezioni e i referendum servono proprio a distogliere l'attenzione da altro, in questo caso dalla miseria e dal dissesto economico. 

Ma tornando all'incontro di LA7, grazie all'incontro stesso abbiamo avuto modo di considerare che chi avrebbe dovuto dare spiegazioni sull'opportunità di mutamenti si sia invece dedicato a cercare "buchi" nell'avversario: quello che si èvoluto dipingere come avversario era invece una persona pacata, educata e preparata che nulla aveva dell'avversario, avendo dedicato molto più tempo a studiare che a far politica. Ho ammirato l'educazione di cui ha dato lezione il prof. Zagrebelsky nel confronto, frutto di una vita trascorsa probabilmente "volando" in aula con gente che imparava.

Grazie prof. Zagrebelsky, non potendo dire sfrontatamente che il si ed il no sono il mezzo per distogliere gli italiani dalla considerazione di una insufficiente  politica delle cose concrete, ci ha almeno regalato il ricordo di cosa è l'educazione.

Lo scrivente, dovendo andare in Stazione ad acquistare un farmaco, ha dovuto interrompere l'ascolto del "dibattito": in Stazione c'erano già i barboni che si apprestavano a trascorrere la notte, qualche signora in attesa di visita, un gran gruppo di poveracci a cui non siamo stati capaci di trasmettere l'immagine di un'Italia povera, ricca solo di incontri elettorali.

fernando.tateo@unimi.it