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12 Luglio 2016

Mostra dei dipinti di Francesco Vernaleone da Maglie


Francesco Vernaleone (di padre Domenico, dei Baroni di Miggiano) nacque a Maglie (Lecce) e fu Procuratore Distrettuale delle Imposte Dirette sugli Affari per tutta la sua vita. Si denominò "pittore per se e per i suoi" e non volle mai far lucro della sua arte: partecitò a varie mostre, ma fu ogni volta opera difficile quella di convincerlo sulla opportunità di far mostra dei suoi dipinti. Non produceva per altri e non poneva in vendita i suoi quadri. Ne faceva omaggio sporadico ai suoi figli ed ai suoi nipoti, che li ricevevano non senza preghiere ripetute, delle quali si compiaceva molto. Visse a Conversano, a Palombara Sabina, a Trani, ed infine a Foggia.
Amava la natura, ed in particolare la terra pugliese con i suoi olivi che "amava" al punto di riuscire a donare loro un'immagine inaspettatamente dolce e serena, quasi in opposizione al senso di forza disordinata che è luogo comune attribuire al tronco dell'olivo. Trovava nei fiori l'immagine  più pregevole e concreta del dono più bello: i suoi nipoti gli porgevano domanda, tutti, di avere in dono un dipinto dei suoi fiori.
Odiava in modo viscerale la pittura "moderna", quella che non rispettava il vero, ed identificava i pittori non classici come mistificatori incapaci di usare i colori ancorchè i pennelli ed i pastelli.
Totalmente autodidatta, disegnava indifferentemente il volto di un bimbo ed un paesaggio: prediligeva, comunque, le "nature morte".
Rispettoso di se stesso oltre misura, non gradiva gli scritti degli "esperti" di storia dell'arte che inneggiavano ai pittori da strapazzo: li considerava, senza mezzi termini, dei "pagati".
Ma il rispetto più grande lo serbava per le imposte di stato: non capiva cosa volesse dire il termine "contribuente", in quanto considerava le tasse come facenti parte dei segni più tangibili di dedizione più sublime all'autorità costituita che un abitante del pianeta potesse esprimere. Suo padre, come lui discendente dei Baroni Vernaleone di Miggiano, era stato Ricevitore delle Imposte in Maglie.
Diceva che nel mondo i lestofanti sopravanzavano di gran lunga i galantuomini, e che i lestofanti eran quelli che non pagavano le tasse o tentavano di eluderle. Credeva nello Stato come ente astratto a cui si deve, ma non amò mai i condottieri: riservava loro gli epiteti più inpensabili.
Era un anarchico dei più puri: un nonno vero.
Una particolarità assoluta: non amava i funerali e l'esternazione del dolore. I funerali, tra l'altro, dichiarava non lo riguardassero e  che riguardassero solo "gli altri". Sopiva così la mia preoccupazione di nipote, che in qualche momento, avrebbe forse potuto dubitare dell'immortalità di tanto nonno. Andò via nel 1974.

Fernando Tateo (figlio di Caterina Vernaleone)


E' di seguito disponibile il richiamo ad un video, che costituisce "mostra postuma" della sua arte, una mostra tutta sua che non volle mai fare:

Fare click qui per la mostra.