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11 giugno 2016

La ”Swing Time Big Band” di Alberto Caiani in concerto al Teatro Osoppo il 10 giugno 2016

Questa nota serve ad esprimere il sentito ringraziamento personale che sento di rivolgere alla Big Band di Alberto Caiani, cooptata da Felix Company a tenere un concerto a Milano in un teatro di dimensioni giuste per intenditori della musica che ha firmato più della metà del '900 americano ed anche italiano. Una Big Band di 20 elementi con l'intervento di una voce solista di vero pregio, quella di Cira Flaminio.
I brani dello swing più ricercato, da "Take the A Train" a "Tuxedo Junction" a "Satin Doll" a "Sing Sing Sing" a "Pensilvania 6-5000" , a "Blue Sky"e tanti altri, in arrangiamenti fedeli a quelli di autori dell'epoca ed in molti casi vivacizzati dal buon gusto di Caiani e degli stessi musicisti, hanno creato l'atmosfera di anni in cui bastava lo "swing" a compensare tanti dolori, compresi quelli della guerra e anche delle guerre di colore.
La voce di Cira, assolutamente in tono con il modulato dell'epoca, e lontana dall'invadenza delle odierne urlatrici arrampicate, ha fatto rivivere le buone "idee" che caratterizzavano gli anni senza telefonini, quando l'amore si esprimeva regalando un disco o semplicemente ascoltandolo insieme, quando era possibile.

Il messaggio trasmesso da una "band" viene interpretato, da chi ha conservato la buona abitudine di pensare, in modo sempre molto personale. V'è chi ricorda, chi si lascia trascinare verso nuove idee, chi piange perchè qualcosa è finito, ed altro ancora. Ma ciò che una "band" dello swing trasmette senza mezzi termini "a tutti" è il significato dell'insieme, proprio inteso come "concerto" di voci e di idee: senza coordinamento in un insieme e senza il rispetto di una partitura come "guida al tema" il disastro sarebbe garantito.
Oggi tendiamo a dimenticare il valore di un risultato ottenuto con l'apporto di tutti, oggi è in voga e si ritiene vincente chi riesce a sovrastare gli altri nelle idee e nel potere, imponendo la propria volontà o la propria visione delle cose, non includendola in un insieme. Chi non sa cosa significa musica d'insieme, come quella di una big band, non capirà mai il valore della parola "concerto" e istigherà anche gli altri alla solitudine delle idee.

Ogni musicista componente di una "band" esprime di suo attraverso gli "a solo": non v'è insegnamento più bello, quello della sortita di uno dei componenti l'orchestra che interpreta un tema imposto da una partitura. Dovrà rispettare, pur "svisando" (cioè uscendo fuori dal tema della partitura), una serie di regole che non toglieranno valore alla sua personalità più intima: le regole sono "il rispetto del tempo", "il rispetto del numero di battute" in cui il suo strumento sarà solo accompagnato dagli altri, il rispetto ovvio della tonalità e quindi della melodia (insieme degli accordi): ciò insegna a capire quanto si possa esprimere di personale senza venir fuori da una regola comune, o da più regole comuni.

Il jazz, come lo swing, ha una funzione didattica che non possiamo dimenticare di trasmettere.

Grazie infinite a tutti ed arrivederci alla "swing time big band": ad Alberto Caiani, a Cira Flaminio, a Piero Cantoni, Massimo Rovati, Luigi Crippa, Piero Calaffu, Vanna Citterio, Sergio Canzi, Filippo Conti, Enea Fornoni, Sandro Gessa, Rosanna Michelini, Paolo Gervasoni, Marco Ronchi, Giovanni Bessi, Emanuele Nespoli, Maurizio Gervasoni, Alfio Consonni, Gabriele Corbelli, Valter Crippa.