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20 settembre 2015

Un anno dopo, ma Peppino Fiume è sempre con noi e sempre lo stesso....

Peppino Fiume (Putignano)

Conobbi Peppino Fiume, putignanese DOC, quando scoprii la mia discendenza putignenese da documenti dell'Archivio Diocesano di Conversano che Don Angelo Fanelli guida con la competenza e l'amore di un letterato d'altri tempi e decisi di costruire l'albero genealogico della mia famiglia "allargato" a quelle con cui la mia risulta imparentata. Il numero di telefono di Peppino Fiume mi fu regalato da Raffaele Pinto, "toga d'oro" del 2015, mio coetaneo e compagno di scuola elementare a cui va ancora il mio ringraziamento.
Persona di indole irreparabilmente buona, di serietà professionale assolutamente indiscutibile come funzionario del Comune di Putignano cresciuto nella stima dei più alti e dei minori in grado, guida dell'attività "Acli" per una vita intera, Peppino ha sempre dimostrato oltre allo spiccato senso dell'humor, una formazione da professionista nella ricerca storica e quindi per gli studi genealogici.
Al primo mio impatto telefonico con lui, disse subito: < I Tateo ? Sì, sono di Putignano! L'aiuto con piacere...anche nella mia famiglia c'era una Filomena Tateo...>
All'arguzia nel parlare ed al senso di umanità innato ha avuto la fortuna di associare una capacità d'espressione nel dire e nello scrivere che tutti gli hanno riconosciuto. Gli proposi di pubblicare un volume di "atti di vita" raccoglierndo gli scritti che redigeva per se stesso e che mi leggeva, immancabilmente durante il lavoro di collegamento logico fra documenti che mi interessavano. I suoi figli dedicarono attenzione a quegli scritti che pubblicarono a loco cura nel 2013 con il titolo di "I racconti, la memoria" (Autore:Peppino Fiume, Ed.Grafiche Vito Radio Editore, Putignano).

Preferisco per ricordarlo, immaginare che Peppino mi legga uno dei suoi scritti, uno dei più facilmente comprensibili da tutti, senza dover far richiamo allo spirito più intimo di chi vive in quel "carnevalesco" Paese di Putignano, condizione che sola consente di gustare a pieno il contenuto di gran parte degli altri scritti.

Ecco il testo de "La Vedova" (pag. 120 in "I racconti, la memoria" di Peppino Fiume) 

< La statistica indica i dati del crescente aumento della mortalità degli uomini che, messa a confronto con quella delle femmine, testimonia che si va creando di conseguenza un mondo popolato da vedove.
Nei vecchi tempi, allorchè moriva il capo famiglia, la residua superstite consorte, tutta in gramaglie, osservava il lutto stretto per più di un anno, manteneva la mezza porta socchiusa e usciva di casa raramente e solo per motivi inderogabili.
Col passaggio all'era moderna anche il lutto ha subito un duro contraccolpo. Infatti adesso, dopo appena ventiquattrore dalla sepoltura, la vedova inconsolabile si reca dal sindacato per la domanda di pensione di reversibilità.
Essa, dimostrando e dando ad intendere di essere affranta dal dolore, si presenta, in alcuni casi rasentando la comicità, sorretta da qualche familiare. La trovata di farsi sorreggere dà alla protagonista l'illusione che, impietosendo vieppiù l'addetto sociale, la pensione potrebbe risultare di importo maggiore.
Superata poi con disinvoltura la formalità del trigesimo, il primo giorno utile successivo si reca dal parrucchiere per un rifacimento totale della capigliatura, avendo riguardo e attenzione al colore del capello.
Nel contempo fa visita alla modista e si fa confezionare, a spese dello scomparso, un tailleur di panno grigio-topo e aggiunge una coppola, dico meglio un cappello, tipo basco, di colore analogo al vestito con annessa veletta a pois poco appariscente.
Appena indossato il nuovo completro, si rimira più volte nello specchio, si dà un tocchettino di rossetto e parte a fare compere predligendo i negozi posizionati sul Corso principale. Conscia del suo nuovo assetto e con aria e atteggiamento presi in prestito, si mette in bella evidenza attenta a cogliere - qua e la - i primi segnali di interesse e consenso. Insomma si rimette in gioco, in corso e a concorso.
Il ricordo del marito, frattanto si affievolisce sempre più.
Mentre anticamente venivano ricordati quotidianamente attraverso la foto racchiusa in un medaglione appeso al collo, oggi i poveri mariti non si ritrovano neanche nel portamonete, sia pure con uno straccio di fototessera >

Da un anno Peppino legge i suoi scritti agli angeli.

”I Racconti, la Memoria” di Peppino Fiume (Grafiche Vito Radio Editore - Putignano)