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10 febbraio 2014

...userai la tua fantasia..... di Nunzia Bianco Sala (Gioia del Colle)

            Proseguendo nell'intento di rivivere, attraverso la rilettura attenta di versi rigati da Nunzia, momenti di grande emozione che tutti abbiamo senza meno vissuto quando abbiamo dovuto decidere se lasciarci sommergere da quello che ci circonda o ritrovare una ragion d'essere in tutto, anche nel male iperdiffuso, leggiamo "userai la tua fantasia". Incontriamo queste rime in "Poesie della Penombra" (Lacaita Editore, 1986).

Non ti lascerai andare
al grigiore del quotidiano
ravviverai le cose spente
con decise pennellate d'arcobaleno,
certe insulse facce
le animerai con gloriosi baffi di colore
spruzzerai allegri coriandoli
sulle persone rese grigie dalle convenienze
traccerai strisce squillanti
sulla luttuosa lavagna della scuola
e una bella bolla iridescente
farai fiorire sul naso dignitoso
delle persone arrivate.
Userai la tua fantasia, la tua ironia
per non morire di noia.

Nunzia Bianco Sala

                                            C
oncetto nuovo ed eterno è quello d'utilizzo della fantasia per sconvolgere l'insieme di sensazioni a sfondo perdente che ci invade in occasione di presa d'atto della ineluttabilità di quanto ci circonda. La soluzione semplice, proposta in queste righe profonde coperte solo dall'ironia, è quella della riscoperta dell'intima fantasia, unica vera forza vincente in un mondo in cui si perde. Il richamo all'arcobaleno potrebbe sembrare in un primo momento assai semplicistico, ed invece esprime la gran decisione da prendere: quella di servirsi di una tavolozza proiettata nell'infinito per attingere a colori che ravvivino "cose spente". In questo è il riferimento alla disperazione che accompagna spesso le cose spente, entità che pur tuttavia possono tingersi di variegature infinite e rivivere nell'animo di chi l'arcobaleno non lo possiede ma lo utilizza in fantasia.
Impareggiabile è il ricorso d'immagine a "gloriosi" baffi che possono animare il viso di chi non esprime e rasenta l'insulso perchè nascosto da una coltre di grigio, insolito è il ricorso al coriandolo che può cancellare il grigiore delle convenienze, ardito è il richiamo alla "luttuosa lavagna della scuola", unico strumento di raccolta delle verità.
Un invito è poi ragionevolmente rivolto perchè l'individuo che si crede arrivato possa essere ridicolizzato attraverso una bolla "iridescente" apposta sul suo naso.
Bella è l'espressione del perchè è bene che s'usi l'ironia: non devesi sopire la rabbia, non si deve invece morire di noia.

F.T.