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3 novembre 2019

Contro le competenze, si preferisce l'improvvisazione.


Coloro che usano il potere per dar giudizio su qualsiasi argomento finiscono per parlare, anzi per sentenziare, senza che si possa loro opporre il frutto della ragione e della formazione, che insieme producono quella che si chiama "competenza". Tra l'altro, la posizione di presunzione del sapere deriva sistematicamente da chi mira al livellamento in basso del sapere impartito attraverso i corsi di studio.
Vedasi quanto ha prodotto la politica negli ultimi 30 anni in tema di "semplificazione" proprio degli iter di studio, con la copertura del principio "detto sociale" della "scuola dell'obbligo", introdotto oltretutto a sproposito, cioè con significato distorto: intanto non è credibile che si possa allargare il numero degli utenti della cultura semplificando i contenuti o gli anni di studio.......
Senza un criterio di vera selezione, non si fa altro che creare diplomi e titoli ancor superiori, livellando sul basso la qualità del sapere ed illudendo i giovani in tema di possibilità di posizionamento sul mercato del lavoro.
La realtà è che oggi si è portati al credere che tutti possano sentenziare anche  in tema di alimentazione e qualcuno è riuscito a trovare addirittura un nesso fra tassare gli zuccheri e salvaguardare la salute. E' come credere che il gioco del poker possa esser limitato imponendo che le poste in gioco siano incrementate per obbligo di chi ospita i " malavvezzi alla tutela dei propri beni".
Ma bello è sentire sentenziare sulle tasse etiche, c'è da sbellicarsi dalle risate: chiunque accede a studi televisivi per meriti distinti impara e propina la lieta  novella della tutela del consumatiore.
Per propinare una tassa, occorre che chi parlamenta trovi giustificazioni più credibili e che chi argomenta su tasse etiche  sappia veramente identificare quali siano i veri danni in alimentazione. E per intervenire in merito a problemi nutrizionali, basta che si intenda che necessario è solo studiare e non accedere ad informazioni romanzate come quelle che la stampa di un certo tipo è costretta a propinare per tirar su le vendite degli stampati.
Ma è facile intuire che il danno di una tassa "etica" come quella sugli zuccheri non produce effetti positivi se non sulle casse dello Stato: sta bene e così sia, non ci fa paura anche perchè  anche uno stato borbonico a suo tempo abbiamo imparato a subirlo e a vantarne anche i pregi, ma si sia almeno in grado di parlare di necessità di cassa e non si lasci parlare di alimentazione un letterato o un avvocato o un giurista o un economista, anche si dovesse trattare di un docente universitario cooptato o prestato che sia alla politica. 
Un parere del tutto personale è lecito a questo proposito esporlo: chi sceglie la carriera universitaria deve avere nell'intimo qualcosa di superiore alla voglia di potere  che possa guidare la sua vita, ed è bene che faccia il suo mestiere senza voler insegnare tutto a tutti. E' già così difficile insegnare bene agli studenti.....!  Si lasci la politica a chi sente di esser nato per gestirla....è un'altra cosa. Il professore universitario è bene sì che sia interpellato dal politico per esporre pareri, possibilmente non di parte, e che siano frutto di alta competenza specifica nella materia di studio per la quale il docente opera in didattica.
PER GIUSTO ESEMPIO, PRIMA DI GIUSTIFICARE UNA TASSA CON LA LOTTA "ETICA" AGLI ZUCCHERI, IL POLITICO E' BENE CHE ACCEDA AL PARERE DI CHI E' NEL DIRITTO DI COMPETENZA PER SENTENZIARE SUL POSSIBILE SIGNIFICATO NUTRIZIONALE  DELL'INTERVENTO..........

Perchè non si fa operazione etica salutistica penalizzando realmente chi adotta fitofarmaci su materie prime alimentari in modo sconsiderato?  Perchè non si interviene amministrativamente su chi sofistica miele, conserve o altre derrate? Sanno i politici quanto sian tuttora ridicole le sanzioni pecuniarie comminate per inottemperanza a norme e leggi sulla produzione degli alimenti? Sanno i politici a che numero siano ridotti oggi i laboratori di controllo di stato sugli alimenti? 

Prof.Fernando Tateo
Ordinario di Scienze e Tecnologie Alimentari